ARCHITETTO ENZO RANIERI
Via Luosi, 19 - Milano
   

 

ROMA

CONCORSO IDEE "VIE DI LUCE ALLA RISCOPERTA DEI PIANI DI SISTO V" - ROMA

 

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risultato: 

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1998   

 

   
  • Premessa
  • Caratteristiche del nostro progetto

Si è pensato ad un percorso che, oltre a consentire, come richiesto dal bando, la lettura e l’interpretazione del tessuto urbanistico policentrico sistino, sottolineasse anche una sua valenza spirituale e metaforica di percorso di fede, di crescita del sentimanto reliogioso che si sviluppa durante il cammino esistenziale del pellegrino al quale si consente di transitare attraverso siti urbanistici “firmati” dal Papa e di concludere l’itinerario idealmente proteso verso il centro della religiosità, la Basilica di San Pietro.
Quindi è stato inventato un “segno” capace di caricarsi di una forte potenza condensatrice e comunicativa di significati e perciò di trasformarsi in “simbolo”. Intendendo per “segno” l’espressione analoga e abbreviata di una cosa nota e perciò riconoscibile e per “simbolo” la migliore espressione possibile di un fatto relativamente o del tutto ignoto ancorché esistente. Il coinvolgimento della luce ripete la duplice natura di funzione pratica e di valore simbolico: da una parte essa, rendendo visibile il contenuto del segnale, comunica la sua verità ostentiva, dall’altra, con la sua apparente immaterialità e impalpabilità, rappresenta la verità referenziale che rimanda ad altro da sè, vale a dire si fa metafora dello spirito.

La scelta progettuale è quella di interventi illuminotecnici discreti non invasivi, che sappiano raggiungere gli obbiettivi indicati dal bando di concorso senza stravolgere quei delicati equilibri urbani che sono andati formandosi nel corso del tempo, frutto di accostamento e sovrapposizione di una pluralità di disegni urbanistici, dei molti monumenti espressione di epoche storiche e linguaggi architettonici diversi tra loro.
Sono state rispettate le prescrizioni del bando proponendo una rilettura del sistema policentrico sistino, privilegiando i poli e gli assi creati o ristrutturati da Sisto V, compatibilmente con le suggestioni e le possibilità offerte dal sistema urbano come si configura oggi.
L’uso dei materiali (travertino, ghisa sferoidale di colorazione bronzea, acciaio specchiante ed opaco) vuole da un lato accompagnare il percorso segnato da elementi fisici e spirituali, dall’altro sviluppare simbolicamente un dialogo sottile tra storia e contemporaneità che la luce tende ad evidenziare ed esaltare.
L’elemento “segnale” costituito da una colonna terminante con una parte circolare con impresso lo stemma di Sisto V, viene riproposta con continuità cambiando semplicemente la dimensione l’altezza della colonna in relazione ai diversi spazi urbani dove viene collocata, esso con la sua iterazione segna con chiarezza il percorso sistino.
Gli obelischi, opportunamente illuminati, vengono riconfermati nel loro ruolo di centralità prospettica, di vere e proprie cerniere visive come storicamente sono stati sempre utilizzati.
L’illuminazione esistente è stata il più possibile rispettata, pur avendo studiato un elemento a braccio, che in questa fase si prevede di inserire in alcune situazioni, ma che si determinassero le condizioni di un intervento più consistente, potrebbe essere esteso a tutti i rettifili sistini più significativi.
Il percorso inizia a piazza del Popolo e viene segnalato anche dall’esterno, sul piazzale Flaminio, illuminando i tre fornici della porta stessa a formare un “velo” di luce uniforme ed esteso all’intera apertura; terminata nella piazza del Campidoglio, esattamente nei giardini Caffarelli, da dove parte un raggio laser che va a colpire la cupola di San Pietro, ricostruendo in termini virtuali, l’asse che avrebbe voluto realizzare Sisto V per collegare la cattedrale lateranense al Vaticano.
Interventi puntuali caratterizzano il percorso, riproponendo una rilettura del sistema policentrico sistino anche introducendo nuove realizzazioni che alludono metaforicamente alla memoria storica di elementi pensati da Sisto V ma non realizzati; in particolare nella Piazza S. Croce in Gerusalemme viene ricostruito in negativo l’obelisco rimasto a livello di progetto.


 
 

 

 
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